SOURCE: RoboticOncology.com

April 20, 2010 16:10 ET

Importante triplice approccio per il trattamento del tumore alla prostata

Con oltre 3.000 interventi di successo, il dott. David B. Samadi punta in alto nella cura del tumore della prostata

NEW YORK, NY--(Marketwire - April 20, 2010) - Il tre è un numero molto importante per il dott. David Samadi, Direttore del reparto di Chirurgia robotica e Chirurgia minimamente invasiva del Mount Sinai Medical Center. Considerato un numero mistico, Samadi lo ha integrato nella sua attività legata alla prostatectomia robotica. Con 3.000 trattamenti di tumore della prostata riusciti, l’esperienza di Samadi è senza precedenti. Grazie a tre borse di studio, è non solo un abile chirurgo robotico, ma anche un esperto di chirurgia aperta e laparoscopica. Samadi parla di sé stesso come di "tre chirurghi in una sola testa," un aspetto importante in sala operatoria, nel caso in cui debba passare da un tipo di chirurgia all’altro.

Opzioni per il trattamento del tumore della prostata

Al momento di stabilire un trattamento per il tumore alla prostata per i suoi pazienti, il dott. Samadi utilizza un triplice approccio, prendendo in considerazione il loro livello di antigene prostatico specifico (PSA), l’esplorazione rettale digitale (DRE) e il punteggio di Gleason. Queste informazioni vengono utilizzate come monitor di base, insieme ad altri fattori di rischio quali lo stile di vita e l’anamnesi familiare, come aiuto nel trattamento di successo della malattia.

Attualmente le opzioni di trattamento più comuni per il tumore alla prostata sono la radioterapia, la sorveglianza attiva e la prostatectomia. La radioterapia utilizza semi o raggi ad alta energia per uccidere le cellule tumorali; è ideale per tumori di basso grado limitati alla prostata e casi di tumore ricorrente. La sorveglianza attiva, detta anche "watchful waiting", significa attendere fino a che il tumore non mostra i suoi sintomi prima di dare inizio al trattamento. In altri casi implica il monitoraggio delle analisi, degli esami e degli ultrasuoni del paziente per accertare la crescita tumorale. La terza opzione è data da una prostatectomia radicale, durante la quale viene rimossa l’intera ghiandola prostatica; questo intervento può essere effettuato tradizionalmente (tramite chirurgia aperta), laparoscopicamente o roboticamente.

Nella scelta di un trattamento, comprensibilmente il dott. Samadi consiglia la prostatectomia radicale. A detta di Samadi, è la soluzione migliore per l’eliminazione completa di un tumore della prostata limitato all’organo. Comprensibilmente, fa il tifo per una prostatectomia robotica, effettuata con il robot da Vinci, che ritiene il modo più efficace per trattare il tumore alla prostata. "È solo rimuovendo la prostata che posso accertare tre cose: se il tumore è limitato all’organo, il tipo di tumore e il suo stadio", spiega Samadi.

Una “triplice” filosofia

In linea con la sua "triplice filosofia" il dott. Samadi ritiene che con l’esperienza della prostatectomia basata sulla chirurgia aperta e sulla laparoscopia, la chirurgia robotica possa offrire ai suoi pazienti la cura migliore (con livelli di PSA post-operatori a lungo termine non rilevabili), il mantenimento delle funzioni sessuali e di quelle vescicali (vedere le tabelle). "Tutti e tre i fattori sono ugualmente importanti per i miei pazienti e la mia esperienza nel campo della chirurgia robotica mi consente di offrirli loro in modo coerente", prosegue Samadi.

Il dott. Samadi prevede incoraggianti progressi nel settore della ricerca sul carcinoma della prostata. Menziona la possibilità della terapia genica, in cui le cellule del tumore della prostata vengono infettate con geni che impediscono loro di moltiplicarsi. Un altro trattamento promettente include l’immunoterapia, che stimola il sistema immunitario stesso del corpo ad attaccare le cellule cancerogene. E infine si stanno effettuando ricerche su molti potenziali vaccini volti innanzitutto a impedire lo sviluppo del tumore alla prostata.

"La scelta della chirurgia robotica è una decisione semplicissima. È invece di importanza critica scegliere il chirurgo giusto, ovvero uno che effettui una grande quantità di questi interventi e che sia anche un oncologo esperto", afferma il dott. Samadi. "Le qualità che offro sono una visibilità, un ingrandimento e una destrezza maggiori senza tremori. La permanenza del paziente in sala operatoria si riduce a 1-2 ore. Le incisioni sono più piccole, con una perdita di sangue minima. Il paziente viene dimesso entro 24 ore. Il recupero è più rapido e gli effetti collaterali vengono praticamente eliminati". Secondo Samadi, il suo triplice approccio al tumore della prostata e la chirurgia robotica costituiscono l’opzione di trattamento più efficace disponibile.

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